Il Parco delle Biancane è stato per noi un’inaspettata e bellissima sorpresa.

Situato nei pressi di Monterotondo Marittimo (GR), si tratta di un parco naturale dove è possibile assistere alle affascinanti manifestazioni dell’attività geotermica che interessa la zona della Toscana compresa tra le provincie di Pisa, Grosseto e Siena.

Un luogo unico nel suo genere

Il nome “Biancane” si riferisce alla presenza di vaste porzioni di rocce sbiancate dai fluidi geotermici. Tra i vari gas presenti nei vapori ad altissima temperatura, infatti, è presente anche l’acido solfidrico. L’acido reagisce con le rocce che vengono attraversate dai vapori, alterandone i minerali che le compongono: ecco quindi che i diaspri, perdendo gli ossidi di ferro responsabili del loro naturale colore rosso vivo, diventano bianchi.

Un po’ di nomi

Le manifestazioni geotermiche sono numerose e di diverse tipologie:
– i soffioni, o fumacchi, sono getti di vapore che fuoriescono dal terreno asciutto;
– le putizze, come suggerito dal nome, sono caratterizzate dalla prevalenza di acido solfidrico tra i vapori emessi, con il tipico odore di uovo marcio;
– le mofete sono emanazioni gassose, soprattutto di anidride carbonica;
– i lagoni sono pozze in cui si raccolgono le acque geotermiche. La presenza di gas nella sorgente spesso causa gorgoglii, sbuffi, getti di acqua e vapore che talvolta possono arrivare a scagliare fango bollente a distanza di decine di metri.

La visita

L’accesso al Parco è totalmente gratuito. Il percorso parte dal geomuseo e centro visitatori MUBIA, dove è possibile parcheggiare. Purtroppo al momento della nostra visita il museo era chiuso quindi non possiamo recensirlo. Abbiamo però letto online della possibilità di noleggiare delle audioguide per il percorso; per ulteriori informazioni a riguardo, ecco il link al sito ufficiale del museo.

Noi abbiamo avuto modo di visitare il Parco la mattina di un martedì di metà Febbraio, in totale solitudine; ciò ci ha permesso di goderci al massimo ogni momento della passeggiata.

Il sentiero è ben delimitato e sono presenti diversi pannelli informativi.

Già dopo pochi passi dalla partenza ci siamo ritrovati circondati da sbuffi di vapore, ad ascoltare con un misto di ammirazione e timore il sibilo dei soffioni. Da un terrazzamento è possibile scorgere, tra il vapore, il fango che ribolle all’interno di un grande lagone. Da qui si prosegue in salita, verso l’inizio di un percorso ad anello attorno all’area nord del Parco.

 

Il tempo di percorrenza è di circa 40 minuti ed il sentiero non presenta particolari difficoltà. Sono comunque necessarie delle scarpe comode, meglio se da trekking; è consigliabile portare con sé anche dell’acqua.

Il percorso permette di ammirare da vicino rocce dai vivi colori contrastanti tra loro e concrezioni di minerali. Si cammina in un’atmosfera surreale, tra nubi di vapore caldo, sibili e gorgoglii. Per noi è stata davvero un’esperienza indimenticabile!

Lungo il tragitto sono presenti anche diversi punti panoramici. Se avrete la fortuna di visitare il Parco in una giornata tersa, come è capitato noi, rimarrete estasiati dalla vista mozzafiato della costa e delle isole dell’arcipelago toscano. Una vera meraviglia!